PostHeaderIcon La marcia: presentazione



La marcia è una specialità dell'atletica leggera che fa parte del programma olimpico (introdotta nel 1908)
(fonte: Wikipedia)


La marcia è una progressione di passi eseguiti in modo tale che l’atleta mantenga il contatto con il terreno, senza che si verifichi una perdita di contatto visibile all’occhio umano. La gamba avanzante dovrà essere tesa (cioè non piegata al ginocchio) dal momento del primo contatto con il terreno sino al raggiungimento della posizione verticale.
(fonte: IAAF -
Les règles des competitions 2016-2017)

Clicca qui per visualizzare un interessante flyer sulla disciplina (in inglese)
Clicca qui per il flyer tradotto in italiano

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 18 Novembre 2015 08:17 )

 

PostHeaderIcon Palette gialle, bollini rossi, squalifiche: come funziona?

L’atleta deve rispettare due regole fondamentali (definite dall’articolo 230.1 del regolamento della IAAF):
1) dev'esserci una progressione di passi in modo che si mantenga costantemente il contatto con il terreno
2) la gamba avanzante dev'essere tesa (ginocchio non piegato) dal primo contatto con il terreno fino a che non raggiunge la posizione verticale

I giudici devono fare in modo di assicurare che nessun atleta porti a termine la gara senza aver rispettato le regole.

Le regole internazionali prevedono che per le gare che si svolgono in pista siano presenti, al massimo cinque giudici per le gare indoor, e al massimo sei per le gare outdoor (giudice capo compreso).
Per le gare che si svolgono su strada, in circuiti di lunghezza da 1km fino a 2.5km, devono invece essere presenti da un minimo di sei, fino ad un massimo di nove giudici (giudice capo compreso). Il numero dei giudici
presenti dipenderà dalla lunghezza del circuito.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 12 Marzo 2012 17:13 )

 

PostHeaderIcon Regolamento IAAF

Definizione di marcia

1. La marcia è una progressione di passi eseguiti in modo tale che l’atleta mantenga il contatto con il terreno, senza che si verifichi una perdita di contatto visibile all’occhio umano. La gamba avanzante dovrà essere tesa (cioè non piegata al ginocchio) dal momento del primo contatto con il terreno sino al raggiungimento della posizione verticale.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 12 Marzo 2012 17:13 )

 

PostHeaderIcon Guida alla scelta delle scarpe da marcia

Quale scarpa scegliere ?

Proponiamo la lettura di questo bell'articolo pubblicato sul sito marcia.it: "Guida alla scelta delle scarpe da marcia"

Riassumiamo brevemente le particolarità più importanti

basso profilo = lo spessore della suola tra il piede e la parte dove va ad appoggiare a terra

drop = la differenza di spessore della suola tra tallone ed avampiede

peso = molto leggero

Tipologia calzature da running:
A0 = minimaliste
A1 = superleggere
A2 = intermedie
A3 = massimo ammortizzamento
A4 = stabili
A5 = sterrato/trail running

 

PostHeaderIcon Marcia e maratona

Alla vigilia della famosissima Maratona di New York riproponiamo un breve articolo che spiega la differenza tra maratona e marcia:

La maratona è un gara di corsa che si svolge sulla distanza di 42 chilometri e 195 metri.

Questa distanza fu adottata dalla federazione internazionale di atletica nel 1921 e divenne distanza ufficiale alle Olimpiadi di Parigi nel 1924. Fino al 1921 la gara della maratona poteva misurare tra i 40 e i 42.75 chilometri.

Perché 42 chilometri e 195 metri? Durante la maratona olimpica del 1908 a Londra, il percorso prevedeva la partenza al Castello di Windsor e l'arrivo allo stadio olimpico, una distanza di 26 miglia esatte (41.843 chilometri). Gli organizzatori aggiunsero però 385 iarde (352 metri) in modo da porre la linea d'arrivo proprio davanti al palco reale.

Michel Bréal ebbe l'idea di introdurre questo evento in occasione della prima Olimpiade dell'era moderna. La gara intendeva essere la rievocazione sportiva di un evento epico: la corsa di Filippide dalla città di Maratona all'Acropoli di Atene per annunciare la vittorio dei greci sui persiani nel 490 a.C. L'idea venne appoggiata da Pierre de Coubertin (il fondatore dei moderni Giochi Olimpici) e la prima maratona olimpica maschile si svolse il 10 aprile 1896 ad Atene. La maratona femminile fu invece introdotta nel programma olimpico solo nel 1984 a Los Angeles.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Febbraio 2016 14:05 )

 

PostHeaderIcon I nostri percorsi


Piano di Magadino: zona Gudo-Giubiasco lungofiume

percorso di 10km interamente pianeggiante (clicca sulla fotografia)



 

PostHeaderIcon L'allenamento in quota

Perché allenarsi in quota
La diminuzione della pressione barometrica (760mmHg a livello del mare, 250 mmHg sul tetto del mondo) genera una situazione sfavorevole allo svolgimento delle discipline di resistenza. La riduzione della pressione mette il nostro organismo in difficoltà e provoca una serie di adattamenti che si concretizzano nello "stimolo ipossico" (la maggior difficoltà a far arrivare la giusta quantità di ossigeno ai muscoli).
L'ossigeno arriva quindi con difficoltà ai muscoli, diminuisce la massima potenza aerobica, si riduce la capacità vitale, aumenta il numero di ventilazioni polmonari, aumento il costo energetico della respirazione e aumenta la disidratazione.

Il nostro corpo reagisce allo stimolo ipossico aumentando i valori di emoglobina. Una volta tornati al livello del mare aumenta la potenza aerobica.
Le seguenti condizioni fanno in modo che ogni quota sia diversa:
- lo spessore della troposfera (la parte di atmosfera più vicina alla Terra, dove si verificano tutti i fenomeni meteorologici)
- le condizioni geografiche (per esempio la presenza di una ricca vegetazione che aiuta gli scambi gassosi)
- la fluttuazione dell'umidità e delle temperature
- la maggiore o minore radiazione solare
- la maggiore o minore ionizzazione dell'aria

 


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